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Julia Roberts, Venezia 82, articolo su Beyond the Magazine

Ieri 29 agosto 2025 Venezia ha vissuto una delle sue serate più magnetiche. Non un red carpet, ma un vero affresco di cinema e moda, in cui Julia Roberts, al suo primo ingresso al Lido, ha guidato un ensemble stellare composto dal cast di After the Hunt e da ospiti internazionali e italiani che hanno reso la terza serata indimenticabile.

Julia Roberts, Venezia 82, articolo su Beyond the Magazine

Julia Roberts, icona intramontabile

Il debutto più atteso: Julia Roberts ha scelto Versace, firmato dal nuovo direttore creativo Dario Vitale, per la sua prima volta veneziana. Un abito blu e nero dalle geometrie jacquard, sofisticato e vagamente rétro, impreziosito da gioielli Chopard monumentali. Un ingresso che ha trasformato il red carpet in un’immagine già destinata alla storia.

Il cast: eleganza, ribellione e freschezza

Accanto a lei, il cast di After the Hunt ha composto un mosaico di stili e personalità. Andrew Garfield ha incarnato l’eleganza disinvolta in Dior, con quella naturalezza che rende ogni suo gesto una lezione di misura. Chloë Sevigny ha confermato il suo ruolo di musa ribelle in Saint Laurent, mescolando romanticismo rétro e provocazione moderna.

Ayo Edebiri, in Chanel, ha portato invece l’energia di una generazione emergente, con un look sobrio ma eloquente. A orchestrare il tutto, Luca Guadagnino: anfitrione della serata e regista del film, ha scelto un’eleganza intellettuale e personale, espressione della stessa sensibilità estetica che caratterizza il suo cinema.

Venezia 82, articolo su Beyond the Magazine

Gli ospiti italiani: un contrappunto di stile

Il red carpet ha brillato anche grazie a presenze italiane, che hanno saputo alternare rigore e teatralità, sobrietà e provocazione. Una cornice di personalità che ha arricchito l’ensemble internazionale, sottolineando la vocazione cosmopolita del Festival.

Una notte da ricordare

La terza serata di Venezia 82 ha sancito il debutto di Julia Roberts al Lido e celebrato un cast che racconta la forza del cinema contemporaneo. Ma soprattutto ha ribadito il ruolo del Festival come crocevia di glamour globale, dove ogni passo sul tappeto rosso diventa immagine destinata a restare.