Dal 27 agosto al 6 settembre, il Lido di Venezia torna a essere l’epicentro mondiale del cinema e dello stile con la 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Un evento che, più che rassegna, si configura come un sofisticato laboratorio di linguaggi, immaginari e mode.

La kermesse si apre con Paolo Sorrentino e il suo La Grazia, mentre la chiusura sarà affidata a Chien 51 di Cédric Jimenez. A presiedere la giuria sarà Alexander Payne, affiancato da una selezione di personalità capaci di leggere il cinema con sguardo trasversale e internazionale.
Sul red carpet, l’attesa è palpabile: Julia Roberts illuminerà la scena con la sua aura senza tempo; George e Amal Clooney porteranno la loro inconfondibile eleganza hollywoodiana; Emma Stone e Zendaya interpreteranno con naturalezza lo spirito più contemporaneo della moda; Cate Blanchett e Laura Dern saranno, come sempre, icone di stile impeccabile; mentre Timothée Chalamet, Adam Driver e persino Dwayne Johnson rappresenteranno il volto maschile di un glamour capace di spaziare dalla classicità all’audacia.
La selezione dei film promette di sorprendere e sedurre: il Frankenstein visionario di Guillermo del Toro, Bugonia di Yorgos Lanthimos, After the Hunt di Luca Guadagnino, Jay Kelly di Noah Baumbach, fino all’attesissimo Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. Titoli che testimoniano la capacità di Venezia di tenere insieme autorialità, innovazione e potenza spettacolare.
A impreziosire l’edizione, i Leoni d’Oro alla carriera a due figure leggendarie: Werner Herzog e Kim Novak, simboli di due modi opposti ma ugualmente memorabili di concepire la settima arte.
Il fil rouge di questa edizione sembra essere un glamour consapevole: abiti couture dalle silhouette scolpite, gioielli che diventano dichiarazioni di intenti, tessuti sostenibili che dialogano con la tradizione sartoriale italiana. Il tappeto rosso si conferma non semplice passerella, ma manifesto estetico e culturale.
Ancora una volta, Venezia non si limita a ospitare un festival: lo reinventa, trasformandolo in una narrazione globale dove il cinema incontra la moda e il glamour diventa un linguaggio universale.
