Salta al contenuto principale

Beyond the Magazine

Fashion • Lifestyle • Art • Design • Places

Fashion • Lifestyle • Art • Design • Places

Collégien: il lusso silenzioso di restare

Collegien, calzature, moda, articolo su beyond the magazine

In un piccolo paese del Sud-Ovest della Francia, una famiglia produce calze e accessori in maglia da generazioni. Collégien nasce nel 1947 e continua ancora oggi a realizzare i propri prodotti nello stesso stabilimento. Una storia apparentemente semplice che racconta qualcosa di molto più grande: il valore contemporaneo del saper fare.

Nel linguaggio della moda contemporanea alcune parole sono diventate quasi inevitabili: heritage, artigianalità, tracciabilità, produzione locale. Collégien ha una caratteristica piuttosto interessante: molte di queste cose le faceva molto prima che diventassero argomenti di comunicazione.

Bisogna arrivare a Briatexte, nel Tarn, nel Sud-Ovest della Francia, per comprenderne davvero la storia. È qui che la famiglia Guille ha costruito la propria esperienza nella manifattura tessile ed è qui che, nel 1947, nasce Collégien. Da allora il marchio attraversa generazioni, trasformazioni del costume e profonde rivoluzioni dell’industria senza recidere il legame con il luogo nel quale tutto è cominciato.

Oggi Collégien produce calze, collant, accessori in maglia e le riconoscibili babbucce-calza per donna, uomo e bambino. Ma limitarsi al prodotto significherebbe perdere la parte più interessante della storia.

Collegien, calzature, moda, articolo su beyond the magazine

Tutto sotto lo stesso tetto

Maglieria, tintura, finissaggio, iniezione della suola: le diverse fasi produttive continuano a essere eseguite nello stabilimento francese di Briatexte. Una scelta che permette alla maison di mantenere un rapporto diretto con il processo produttivo e con quel patrimonio di competenze che, nel tessile, richiede anni per essere costruito e pochissimo tempo per andare perduto.

È probabilmente questo il dato che rende Collégien interessante oggi. Non tanto il fatto di poter apporre un Made in France sull’etichetta, quanto ciò che quel Made in France comporta: conservare lavorazioni, persone, conoscenze e controllo della produzione all’interno dello stesso territorio.

In un’industria abituata per decenni a separare il luogo in cui un oggetto viene immaginato da quello in cui viene materialmente prodotto, Collégien ha continuato a tenere insieme le due cose.

Una scelta industriale, prima ancora che romantica.

Il tempo come materia prima

C’è una frase utilizzata dalla stessa azienda che sintetizza bene questa filosofia: “Il tempo è il vero lusso della manifattura.”

Ed è difficile non leggerla attraverso le contraddizioni della moda contemporanea. Oggi il lusso viene sempre meno definito esclusivamente dal prezzo o dalla preziosità di un materiale. Conta anche ciò che non può essere accelerato facilmente: la competenza, la continuità, la capacità di conoscere un prodotto abbastanza profondamente da poterlo migliorare senza snaturarlo.

Collégien lavora con cotone egiziano a fibra lunga, cachemire, seta e lurex extra-morbido, trasformando un oggetto quotidiano come la calza in un piccolo esercizio di qualità tessile. Non cerca necessariamente di renderlo più complesso di ciò che è. Cerca, semmai, di farlo meglio.

Ed è una distinzione importante.

Collegien, calzature, moda, articolo su beyond the magazine

Innovare senza cancellare

Nel 2007 arriva un passaggio decisivo. Olivier Guille riprende uno degli oggetti legati alla storia dell’azienda, la babbuccia-calza, e la reinterpreta attraverso una nuova suola ergonomica, perforata e traspirante. Il progetto viene brevettato e diventa uno degli elementi più riconoscibili dell’universo Collégien.

È un esempio interessante di innovazione perché non nasce dalla necessità di inventare una nuova identità, ma dalla volontà di aggiornare quella esistente. Tecnologia, comfort, materiali e colore modificano il prodotto senza cancellarne la memoria.

In fondo, è questo uno dei problemi più complessi per qualsiasi azienda dotata di un vero heritage: capire quali elementi debbano essere preservati e quali possano invece evolvere.

Collégien sembra aver scelto una terza possibilità: innovare proprio grazie a ciò che conosce da generazioni.

Collegien, calzature, moda, articolo su beyond the magazine

Il fascino inatteso delle cose normali

Una calza non nasce per essere protagonista. E forse è precisamente questo a renderla interessante.

Mentre buona parte della moda contemporanea compete per attirare l’attenzione, esiste un’altra categoria di oggetti che costruisce il proprio valore nella quotidianità. Li indossiamo, li consumiamo, li ricompriamo. Devono essere belli, certamente, ma soprattutto devono funzionare.

È qui che materiali, vestibilità, resistenza, tintura e qualità della maglia smettono di essere dettagli tecnici e diventano design.

Collégien ha costruito il proprio universo proprio attorno a questa normalità sofisticata. Il colore permette alle collezioni di dialogare con la moda; la materia e la manifattura garantiscono invece quella continuità che impedisce al prodotto di dipendere completamente dalla tendenza.

Non serve trasformare ogni oggetto in un’icona. A volte è sufficiente trasformare molto bene un oggetto ordinario.

Made in France, oltre l’etichetta

Negli ultimi anni il ritorno alla produzione locale è diventato uno dei grandi temi del sistema moda europeo. Per aziende come Collégien, però, non si tratta di tornare: significa non essere mai andate via.

La manifattura di Briatexte non è una ricostruzione nostalgica del passato, ma una struttura produttiva ancora attiva. La famiglia continua a essere legata all’impresa e il sapere accumulato attraversa le generazioni. France Terre Textile indica oggi l’azienda fra le realtà certificate del tessile francese.

Questo cambia anche il significato della parola heritage. Non più soltanto fotografie d’archivio, vecchi loghi o anniversari da celebrare, ma una competenza ancora utilizzata per produrre qualcosa nel presente.

Ed è forse la forma più credibile di heritage che un marchio possa possedere.

Collegien, calzature, moda, articolo su beyond the magazine

Il lusso silenzioso di restare

Ci sono aziende che costruiscono la propria storia attraverso continue trasformazioni. Altre diventano interessanti proprio per ciò che hanno scelto di non cambiare.

Dal 1947 Collégien ha attraversato epoche nelle quali produrre localmente era la normalità, decenni in cui delocalizzare sembrava quasi inevitabile e un presente nel quale sapere esattamente dove e come viene realizzato ciò che acquistiamo è tornato ad avere valore.

Nel frattempo sono cambiati colori, collezioni, tecnologie e mercati. La fabbrica è rimasta a Briatexte.

Forse è questo l’aspetto più contemporaneo di Collégien: dimostrare che tradizione e innovazione non devono necessariamente trovarsi ai lati opposti della stessa storia.

A volte innovare significa andare più veloce. Altre volte significa sapere abbastanza bene chi si è da poter continuare a evolvere senza dover ricominciare ogni volta da zero.

In un’industria ossessionata dal nuovo, Collégien racconta il lusso molto più raro della continuità.

Photocredit: Collégien