Dalle Dolomiti al Salento, il gruppo francese ridisegna la geografia del viaggio con dimore che uniscono memoria, design e autenticità
Ci sono momenti in cui l’Italia sembra tornare a essere ciò che è sempre stata: un orizzonte di bellezza, un laboratorio di ospitalità.
È con questo spirito che Accor, uno dei maggiori gruppi alberghieri del mondo, rafforza la propria presenza nel Paese annunciando sei nuove aperture di fascia alta tra il 2026 e il 2027.
Un mosaico di luoghi che racconta, ciascuno a modo suo, l’anima del territorio: il silenzio dei laghi, la luce del Sud, il fascino delle città d’arte.

Dal Lago di Como a Genova: il fascino dell’acqua e dell’architettura
Il primo a vedere la luce sarà il Raffles Lake Como, previsto per il 2027: un progetto ambizioso che porterà per la prima volta in Italia il più iconico tra i brand luxury di Accor.
Sulle rive del lago più celebre d’Europa, in una posizione riservata e scenografica, il futuro Raffles unirà le atmosfere storiche della dimora originaria alle esperienze simbolo del marchio, dalla Writers’ Bar alla Long Bar, fino alla Patisserie che promette di diventare nuovo luogo d’incontro per viaggiatori e residenti.
Un tunnel storico riconvertito in passaggio privato verso il beach bar e un percorso gastronomico centrato sulle eccellenze locali completano un progetto che celebra il dialogo tra paesaggio e cultura.

Poco più a Sud, sul waterfront di Genova, nel 2027 sorgerà il nuovo Sofitel Genova Marina: cinque stelle firmato da Renzo Piano, che riporterà il design internazionale nel porto più scenografico del Mediterraneo.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare la città ligure in una nuova destinazione del lusso consapevole, dove il mare incontra la modernità di un progetto architettonico d’autore.

Emblems Collection: l’arte dell’unicità
Nel 2026 sarà la volta di Emblems Collection, la linea di boutique hotel che fa dell’identità locale il suo tratto distintivo.
Quattro le aperture previste, ognuna radicata nel genius loci del territorio.
A Cortina d’Ampezzo, l’Hotel Bellevue ridisegnerà la tradizione dell’hôtellerie alpina con 80 camere affacciate sulle Dolomiti: legno, luce e silenzi per un’esperienza che cambia volto con le stagioni.
A Siena, Palazzo Sozzini Malavolti riporterà in vita una dimora storica decorata da affreschi ottocenteschi e giardini segreti, trasformandola in un rifugio per l’anima e per gli occhi.
In Umbria, il Relais San Clemente, antico convento benedettino immerso in 40 ettari di verde, offrirà ville private, una cappella consacrata e una spa ispirata all’artigianato toscano.
Infine, in Puglia, la Masseria Furnirussi accoglierà gli ospiti tra fichi e ulivi secolari, con 60 suite, molte dotate di piscina privata, e un’architettura che reinterpreta con grazia la tradizione salentina.
Un’Italia di esperienze, non solo di hotel
«L’Italia è un mercato prioritario per lo sviluppo luxury di Accor nel Sud Europa. – spiega Ettore Cavallino, Senior Development Director Luxury Brands Europe – Le nuove aperture rafforzano la nostra presenza nei luoghi in cui i viaggiatori globali cercano esperienze autentiche e di alto profilo».
Una filosofia che attraversa tutta la strategia del gruppo, oggi presente nel Paese con oltre 75 strutture e un ecosistema che spazia dagli hotel ai treni, dalle residenze private agli yacht, fino ai ristoranti d’autore e ai centri wellness.
Tra i progetti recenti, spiccano anche i nomi più evocativi del lusso itinerante: Orient Express La Minerva a Roma, il primo hotel al mondo del marchio, restaurato dall’architetto-artista Hugo Toro, e Orient Express Palazzo Donà Giovannelli a Venezia, atteso nel 2026 e firmato da Aline Asmar d’Amman.
Due indirizzi destinati a dialogare con il treno-icona La Dolce Vita Orient Express, che unisce arte, paesaggi e alta cucina tre stelle Michelin sotto la guida dello chef Heinz Beck.
Un nuovo modo di viaggiare, dove l’arrivo in hotel è solo il proseguimento naturale di un itinerario sensoriale.
L’Italia come promessa
Nel nuovo corso di Accor, l’Italia non è solo una destinazione: è un laboratorio di ospitalità che riflette la sua essenza più profonda, bellezza, lentezza e autenticità.
Dalle Dolomiti al Salento, passando per i laghi e le città d’arte, ogni progetto sembra rispondere alla stessa vocazione: raccontare il Paese non come un museo, ma come una promessa viva, fatta di esperienze, architetture e incontri.
E in questo viaggio, l’ospitalità diventa una forma d’arte.
