Negli ultimi anni SpaghettiWall ha contribuito a ridefinire il ruolo della carta da parati nell’interior design, portandola ben oltre la funzione decorativa che per lungo tempo le è stata attribuita. Le superfici diventano materia progettuale, capaci di costruire identità, modificare la percezione degli spazi e instaurare una relazione diretta con l’architettura.
Questa ricerca trova oggi una delle sue espressioni più interessanti nell’ambiente bagno, forse il luogo dove il progetto d’interni è cambiato più profondamente. Da spazio eminentemente funzionale, il bagno si è trasformato in un ambiente dedicato al benessere, alla qualità materica e alla costruzione di un’atmosfera. Un’evoluzione che ha richiesto nuovi materiali, ma soprattutto un diverso modo di pensare le superfici.

Per SpaghettiWall, la carta da parati non rappresenta un elemento da applicare alla parete una volta concluso il progetto. Entra a far parte dell’architettura dello spazio, proseguendo su mobili, ante e superfici verticali per costruire una continuità visiva che coinvolge l’intero ambiente. È una scelta che interessa tanto il residenziale quanto il mondo dell’hospitality, dove l’identità degli interni passa sempre più attraverso la qualità delle finiture.

Quando la superficie diventa architettura
Se dal punto di vista tecnico il supporto in fibra di vetro e le finiture dedicate consentono oggi l’applicazione delle carte da parati anche nelle aree direttamente esposte all’acqua, l’aspetto più significativo riguarda il linguaggio progettuale.
Le collezioni di SpaghettiWall evitano l’effetto scenografico fine a sé stesso e lavorano sulla profondità della superficie. Le geometrie di Studio SMIT, ad esempio, costruiscono texture che sembrano dialogare con il mondo del tessile più che con quello della decorazione.
In Wallpleats, leggere pieghe e intrecci restituiscono una superficie quasi tridimensionale, mentre Mayfair rilegge motivi classici come il pied de poule e lo scozzese attraverso una sintesi grafica che ne attenua il carattere ornamentale, trasformandoli in ritmo e struttura.

Un registro differente emerge con Electricity, disegnata da Studio Chiara Caberlon. Il motivo a pois perde qualsiasi riferimento nostalgico e diventa una scansione regolare della parete, costruendo una composizione essenziale, ordinata, sorprendentemente contemporanea.

La natura come esperienza immersiva
Accanto alla ricerca geometrica convivono le collezioni sviluppate da SW Lab, dove il riferimento botanico viene affrontato con un linguaggio lontano dalla semplice rappresentazione naturalistica.
Flowering e Falling osservano il mondo vegetale attraverso dettagli ingranditi e prospettive inattese, mentre Glasshouse richiama la memoria delle serre storiche e dei giardini rinascimentali con una palette tenue, quasi polverosa.

Con Archinfiore la vegetazione incontra il ritmo dell’architettura, scandita da una sequenza di archi che organizzano la composizione della parete. Willow, infine, lavora per sottrazione: rami, foglie e trasparenze costruiscono un paesaggio leggerissimo che sembra emergere lentamente dalla superficie.
La decorazione come parte del progetto
Osservando insieme queste collezioni emerge con chiarezza la direzione intrapresa da SpaghettiWall. Il tema non è ampliare un catalogo di carte da parati, ma ridefinire il ruolo della decorazione all’interno del progetto contemporaneo.
Le superfici smettono di essere un semplice sfondo e partecipano attivamente alla costruzione dello spazio. La possibilità di personalizzare dimensioni, cromie e supporti amplia ulteriormente questa visione, offrendo ad architetti e interior designer uno strumento capace di adattarsi alle esigenze del progetto, anziché imporre una soluzione predefinita.
In un momento in cui il bagno è diventato uno degli ambienti più sofisticati della casa, SpaghettiWall dimostra come anche una superficie possa contribuire a definire il carattere di un interno. Non attraverso l’eccesso decorativo, ma grazie a un equilibrio misurato tra materia, grafica e architettura.
