Milano ha una capacità rara: prendere la solidarietà e trasformarla in un gesto collettivo di cultura.
La Cena di Gala della Fondazione G. e D. De Marchi ETS, ospitata il 30 novembre 2025 nei saloni scenografici di Palazzo Parigi, lo ha dimostrato ancora una volta. Un evento che la città riconosce come un rito laico, capace di unire estetica, impegno e tecnologia della cura.
La Fondazione che da quarant’anni ridisegna l’empatia
La Fondazione non è semplicemente un ente: è un ecosistema emotivo. Un luogo dove la cura clinica incontra l’ascolto, l’accoglienza, la gentilezza operativa.
E quest’anno questo ecosistema ha prodotto un risultato concreto: 150.000 euro raccolti per contribuire al nuovo reparto pediatrico del Policlinico di Milano, firmato dallo studio di Fabio Novembre.

Un progetto che porta un nome evocativo: La città dei bambini.
Un reparto che ripensa l’ospedale come spazio narrativo: percorsi che somigliano a strade, un giardino pensile popolato da creature immaginarie, aree di smartworking pensate per i genitori, e le illustrazioni di Emiliano Ponzi a costruire un immaginario accessibile, contemporaneo, rassicurante. L’apertura è prevista nei primi mesi del 2026.

Palazzo Parigi, una coreografia luminosa
La serata ha avuto il passo di un film.
Candele disposte come micro-scenografie, velluti che riflettono oro e avorio, marmi lucidi che raccontano la Milano elegante e non ostentata.
L’aperitivo ha aperto le danze, seguito dalla cena dello chef Enrico Bartolini. Sul palco, con la naturalezza di chi sa modulare ritmo ed emozione, Rocío Muñoz Morales, affiancata da Enrico Bertolino e dalla giornalista Manuela Donghi.

Tra i presenti: Cristiano De Lorenzo, Simone Guidarelli, Stephanie Glitter. Una fotografia perfetta della Milano creativa che non dimentica il motivo per cui è lì.

L’asta: dove desiderio, cultura e dono si incontrano
L’arrivo del momento dedicato all’asta ha cambiato la densità dell’aria.
Christie’s ha guidato oltre cento lotti; una selezione particolarmente pregiata è stata condotta dal Managing Director Cristiano De Lorenzo, che ha dato ritmo ai passaggi più attesi della serata, evidenziando i pezzi donati da maison e artisti di primo piano.

Il parterre dei brand parlava da sé: Tod’s, Savini, Moncler, Elie Saab, Moncler, Louis Vuitton, Balenciaga, Motorola, Kartell.

Un catalogo che definisce il vocabolario contemporaneo del lusso e del design. Lotti firmati Pianegonda, Vivienne Westwood, Valentino e molti altri, hanno definito un dialogo raffinato tra arte, design e moda. Un linguaggio comune in cui la bellezza diventa veicolo di cura.
In questo contesto, l’arte non ha avuto bisogno di alzare la voce per farsi notare.

Elena Brovelli, ormai riconoscibile per la sua estetica materica e rituale, ha destinato due dei suoi ricercatissimi Portal Box della Origin Series.
Piccole architetture tridimensionali che uniscono gesto, energia e una firma visiva immediatamente identificabile. Restando nel percorso più riservato dei lotti d’arte, i Portal Box hanno attirato un’attenzione discreta ma costante: uno di quei momenti che il pubblico percepisce, quasi istintivamente, come parte del nucleo “da non perdere” della serata.

Accanto a Brovelli, la maestra orafa Mikky Eger ha donato un paio di orecchini della collezione Jellyfish: sculture luminose in movimento, modellate a mano in oro, argento e pietre preziose.
Tra le realtà che hanno sostenuto l’iniziativa figurava anche Beyond the Rules & Magazine, presente con la stessa discrezione con cui da anni racconta e amplifica i progetti culturali della città. Un contributo coerente con il percorso editoriale che da tempo affianca arte, design e impegno sociale.
Milano, ancora una volta
Nel corso della serata sono state mostrate in anteprima le immagini del nuovo reparto.
«Milano ieri ha dimostrato ancora una volta quanto sappia essere vicina ai bambini che hanno più bisogno», ha commentato Francesco Iandola, Direttore Esecutivo della Fondazione. «Il nostro obiettivo ora è dotare il Policlinico di uno strumento unico in Europa per la cardiochirurgia pediatrica.»

Un impegno che continua da quarant’anni: oltre 1,5 milioni di euro in ricerca, 650 mila nella ristrutturazione dei reparti, 270 mila per sostenere le famiglie, 175 mila per vacanze terapeutiche, 125 mila per arte-terapia.
E proseguirà anche nel nuovo Policlinico, progettato da Stefano Boeri Architetti e Barreca & La Varra: due edifici di sette piani, un parco sopraelevato, un reparto materno-infantile dove bellezza e tecnologia diventano parte del processo di cura.

La cura come gesto culturale
La Cena di Gala della Fondazione G. e D. De Marchi si conferma così uno degli appuntamenti filantropici più solidi della città: un luogo in cui istituzioni, creativi, imprenditori e pubblico si ritrovano attorno a un obiettivo condiviso.
Un promemoria concreto che, al di là dell’estetica degli eventi, Milano continua a mettere la cura al centro del proprio tessuto sociale. E che quando l’ecosistema milanese decide di attivarsi, riesce a trasformare un gesto di generosità in un impatto reale.
