Abbiamo incontrato Giovanni Cafaro, primo candidato sindaco ufficiale per le elezioni amministrative di Milano 2021, che ci svela qualcosa di più di sé, della lista e del suo programma

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In un momento storico particolarmente delicato dove l’attenzione pare essere incentrata esclusivamente sul Covid-19, abbiamo voluto guardare un po’ al futuro e concentrarci sulle elezioni del 2021 a Milano. Tra i vari candidati ve ne è uno che dal 2014 si è messo a disposizione di  categorie che meritano il rispetto ogni giorno e che non devono essere dimenticate per nessun motivo: i diversamente abili e tutte le persone che hanno perso il lavoro.

Abbiamo così deciso di incontrare il Dottor Giovanni Cafaro, portavoce del Movimento in aiuto di persone diversamente abili, che si è distinto nel 2014 grazie ad una sua nuova visione di imprenditorialità al servizio del prossimo e candidato Sindaco di Milano per il 2021. Conosciamolo meglio.

 

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Era il 2014 quando Giovanni Cafaro, laureato in Scienze della Comunicazione, inventa il mestiere del codista, ovvero colui che fa le code per altri. Per avere successo in questo mestiere occorre tanta pazienza, comprensione, organizzazione, responsabilità ed una buona dialettica. Già, perché il codista, durante la sua giornata lavorativa, rimbalza da una coda all’altra, tra Agenzia delle Entrate, INPS, Poste, Comuni, Equitalia, ASL …

D: “Buongiorno Giovanni come è nata l’idea del codista e come si è evoluto questo lavoro?”

R: “Inizialmente l’idea è nata per dare supporto a tutte quelle categorie di persone sole, anziane o diversamente abili che necessitavano di un aiuto concreto, di un ‘alter-ego’ che andasse al posto loro a pagare bollette, a ritirare un pacco alle Poste, a presentare documenti all’Agenzie delle Entrate, e via dicendo, risparmiandosi ore di tempo prezioso. Poi hanno aderito con entusiasmo anche tutti coloro che necessitavano di un aiuto familiare, ma anche aziende che volevano ammortizzare i tempi. Il progetto si è evoluto al punto che il numero di codisti è,  fortunatamente, in continua crescita. Siamo in un momento di forte crisi e questo lavoro può offrire una valida alternativa a chi il lavoro l’ha perso. Mi sono battuto perchè fosse anche tutelato da specifica regolamentazione ovvero dal contratto collettivo nazionale per codisti che è ora in vigore dall’ottobre 2014:  flessibile e a chiamata, con notevoli sgravi per i datori di lavoro.”

D: “Chi può rivolgersi al professionista codista?”

R: “Come accennavo a fare richiesta di codisti, siano questi collaboratori part o full time, sono persone in difficoltà ma anche grandi aziende. Dall’anziana signora che non può spostarsi di casa, al notaio, alla multinazionale che in una settimana deve sbrigare una certa quantità di pratiche burocratiche. E, in termini di guadagno, coloro i quali lo esercitano a tempo pieno riescono a portare a casa un vero e proprio stipendio. I più fortunati possono essere, poi, assunti dalle aziende stesse. Questa professione, con sede a Milano, viene, oggi esercitata nei principali capoluoghi d’Italia, tra cui Roma, Firenze, Genova, Torino, Bologna, Napoli, Palermo.

D: “Giovanni oltre ad aver inventato la figura del «codista» lei è anche Presidente del Movimento Disabili Articolo 14. E’ vero che si candida come Sindaco di Milano per le prossime amministrative del 2021, con una «lista civica non legata ad alcun partito»?

R: “Esatto. Il Movimento Disabili Articolo 14 è un’associazione nazionale senza scopo di lucro, che lotta da anni per tutelare i diritti dei disabili e dare loro dignità e lavoro. Il primo obiettivo che intendo portare avanti, in caso di elezione a Sindaco, è realizzare a costo zero 1 milione di posti di lavoro a Milano ed in Lombardia per disabili e disoccupati, utilizzando proprio i circa 20 miliardi di euro di valore stimato che ogni anno aziende ed enti pubblici economici pagano in sanzioni per non assumere i disabili. Da miei calcoli la Regione Lombardia incassa ogni anno circa 45 milioni di euro sui 2 miliardi ipotetici e previsti in sanzioni per mancate assunzioni di disabili. Vorrei estendere a Milano l’utilizzo dell’articolo 14 in maniera più efficace affinché permetta ad un numero maggiori di diversamente abili e  disoccupati di poter lavorare nelle aziende, negli enti pubblici e nelle cooperative sociali. Inizierò da subito con il Comune di Milano” precisa Cafaro “che deve assumere per legge, con una gravosa responsabilità penale, oltre 1100 persone tra disabili e categorie protette, che oggi vivono con circa 300 euro al mese”.

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D: “Le sue priorità per ordine, quali sarebbero?”

R: “La mia priorità sicuramente il lavoro: restituire dignità e lavoro ai disabili, a chi ha perso il lavoro per il covid, ai disoccupati, a tutti i milanesi liberi professionisti, commercianti e artigiani che non hanno riaperto la loro attività ed ai giovani che spesso guardano all’estero in cerca di un posto di lavoro. Vorrei istituire tre nuovi Assessorati per essere vicini ai bisogni dei milanesi incentrati su: Disabilità e barriere architettoniche –   Sanzioni e lavoro per giovani, disoccupati ed autonomi –     Anziani e servizi sociali, parenti ed Rsa. Intendo mettere  al servizio della città la mia enorme esperienza in anni di code negli uffici pubblici , snellirò la burocrazia e le code per i milanesi e per tutte le attività produttive e commerciali. Del mio programma, che sarà presentato in maniera approfondita più avanti, posso sicuramente anticipatre che ho previsto tra le priorità la sicurezza e il decoro delle periferie e dei quartieri di Milano. Vorrei sospendere per almeno 6 mesi il pagamento dell’occupazione suolo pubblico e della Tari per tutte le attività commerciali al fine di agevolare la ripresa economica. Naturalmente, attualmente con le dovute precauzioni, ho previsto anche eventi aggregativi per disabili e disoccupati, con lo scopo di creare una vera rete di supporto