La fotografia è una forma d’arte,  ed anche alta, elevata.

Nel mio caso si tratta,  però, più di istinto o di  intuito, perché la mia è una fotografia d’assalto, mi ritengo  ” un cacciatore  di immagini” e non sono mai paragonato agli artisti fotografi.

Nel corso della mia lunga carriera ho avuto la fortuna di conoscere e diventare amico di grandi artisti che hanno lasciato un segno nella storia, da me incontrati nei luoghi della Dolce Vita.

Ho avuto il privilegio di frequentare tra gli altri Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Mario Schifano, Mario Russo, Franco Angeli, Gino De Dominicis, Novella Parigini di cui sono stato fraterno amico, e  ancora adesso sono legato a autorevoli critici come Achille Bonito Oliva o maestri come Enzo Cucchi, Sandro Chia o Francesco Clemente o ancora, parlando di artisti internazionali, Mark Kostabi.

Grazie a loro sono riuscito ad affinare una mia personale sensibilità del bello e del sublime, riconosco il pregio e la bellezza di un’opera d’arte e questo dono mi e’ stato trasmesso dai i miei illustri amici artisti.

Il mio slogan “la guerra è guerra”, più un urlo di battaglia diciamo, cambiando angolazione potrebbe anche essere: “una fotografia può fermare il tempo”, quindi rimanere per sempre, collocandosi in una dimensione atemporale, eterna e questo è esattamente ciò che accade anche  per un’opera d’arte.

L’ immagine, che sia fotografica o figurativa ha questa straordinaria facoltà, di fissare un istante e fermare il tempo, consegnandosi all’immortalità.

 

editoriale-Beyond-the-Magazine
a cura di Rino Barillari

 

Rino Barillari, all’anagrafe Saverio Barillari  è un fotografo italiano , noto  come “il re dei paparazzi“. Incominciando giovanissimo, ha fotografato molti personaggi della “Dolce vita” a cavallo tra il 1959 e 1960: Liz Taylor, Ingrid Bergman, Jacqueline Kennedy, Barbra Streisand, Brigitte Bardot, Ava Gardner.

Una rissa con Peter O’Toole in Via Veneto gli porta la notorietà. È il 1963, l’attore gli spacca un orecchio e il padre del giovane Barillari sporge denuncia perché minorenne. Dagli anni sessanta in poi Barillari si occupa di cinema, degli anni di piombo e di vari episodi di cronaca nera lavorando per Il Tempo e dal 1989 per Il Messaggero. È stato nominato docente honoris causa in fotografia presso la Xi’an International University nell’ottobre 2011. E’ Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Le sue mostre hanno fatto il giro del mondo : da Roma a Stoccarda, da  Lucca a Gerusalemme, da  Mosca a Los Angeles.