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Ex Novo: da Atene, una nuova grammatica del gioiello greco

ExNovo Bijoux Athens Greece, articolo su Beyond the Magazine

Nel quartiere ateniese di Psiri, Ex Novo trasforma metallo, pietre e materia in gioielli dalle forme scultoree. Un progetto nato nei primi anni Duemila che racconta un volto della creatività greca lontano dagli stereotipi mediterranei e sempre più presente sulla scena internazionale.

C’è una Grecia che la moda conosce molto bene. È quella del bianco e del blu, delle isole, degli abiti mossi dal vento e di un immaginario mediterraneo diventato quasi un codice universale. Poi ce n’è un’altra, più urbana, materica e contemporanea. Per incontrarla bisogna lasciare per un momento le Cicladi e tornare ad Atene.

È qui, nel quartiere di Psiri, a pochi passi da Monastiraki, che ha sede la produzione di Ex Novo Bijoux. Il progetto nasce nei primi anni Duemila dalla passione per il gioiello e da un rapporto quasi istintivo con la materia: il metallo diventa il punto di partenza di una ricerca che, nel tempo, prende forma in collezioni artigianali e costruisce l’identità del marchio in Grecia e all’estero.

Il nome stesso suggerisce una dichiarazione d’intenti. Ex novo: dall’inizio, nuovamente. Non la cancellazione di ciò che esiste, ma la possibilità di partire dalla materia per attribuirle una forma diversa.

ExNovo Bijoux Athens Greece, articolo su Beyond the Magazine

Il gioiello come scultura personale

Ex Novo definisce le proprie creazioni “personal sculptures”, sculture personali. È probabilmente questa l’espressione che meglio consente di comprenderne il linguaggio.

La ricerca parte da forme semplici e lineari, ma il risultato non è necessariamente minimale. Il metallo si curva, si sovrappone, acquista volume e costruisce geometrie destinate a interagire con il corpo. Ottone, pietre e pelle sono alcuni degli elementi utilizzati nel laboratorio ateniese, dove la produzione è affidata a personale specializzato.

Il confine tra accessorio e piccolo oggetto scultoreo diventa così volutamente sottile. Un orecchino non è soltanto qualcosa da aggiungere al volto; può modificarne visivamente le proporzioni. Una collana può smettere di essere decorazione per diventare architettura sul corpo. Un bracciale può assumere la presenza di un oggetto autonomo.

È un modo di intendere il bijoux che sposta l’attenzione dal valore intrinseco della materia alla forza del progetto. Non necessariamente “quanto vale ciò di cui è fatto?”, ma “che cosa riesce a diventare?”

ExNovo Bijoux Athens Greece, articolo su Beyond the Magazine

Atene, non come souvenir

Raccontare un designer greco comporta quasi inevitabilmente una tentazione: cercare ovunque colonne, divinità, geometrie classiche e suggestioni dell’Egeo. Ex Novo offre invece l’occasione per guardare alla creatività greca attraverso un’altra prospettiva.

La sua Atene è quella di Psiri, un quartiere centrale nel quale attività commerciali, laboratori e vita urbana convivono all’interno di un tessuto stratificato. Ed è interessante che un gioiello così fortemente legato alla manualità venga prodotto proprio qui, nel cuore della città, anziché costruire la propria identità esclusivamente intorno all’immaginario più esportabile della Grecia.

Naturalmente il Mediterraneo rimane parte del vocabolario del marchio. Lo suggeriscono già nomi come Grecian Collection e Mare Aura, accanto però a universi molto differenti come Futuristic, Totemic, Eden, Art e Splashes of Metal.

Più che riprodurre una Grecia riconoscibile, Ex Novo sembra quindi utilizzarla come uno dei possibili punti di partenza.

ExNovo Bijoux Athens Greece, articolo su Beyond the Magazine

Tra arcaico e futuro

È forse proprio l’accostamento fra Grecian, Totemic e Futuristic a raccontare meglio la libertà estetica del progetto.

Tre parole che potrebbero sembrare incompatibili e che, invece, condividono una medesima fascinazione per il segno. Il totem, il reperto, l’oggetto proveniente da un futuro immaginato: in tutti i casi il gioiello acquista una presenza che supera la pura funzione decorativa.

La Futuristic Collection, per esempio, viene presentata dal marchio come un invito a superare i confini convenzionali dello stile e ad abbracciare un’estetica rivolta al futuro. Altre collezioni percorrono direzioni differenti, dalla natura di Eden alla dimensione mediterranea di Mare Aura.

Non emerge quindi una formula unica da replicare stagione dopo stagione, quanto un terreno comune: il metallo come materiale da modellare e il corpo come spazio sul quale quella ricerca prende vita.

Handmade in Athens

In un mercato nel quale il termine handmade viene utilizzato con grande frequenza, conoscere il luogo della produzione fa ancora una differenza.

Ex Novo mantiene la propria unità produttiva ad Atene e costruisce le collezioni attraverso un team specializzato. Il marchio dichiara inoltre di selezionare i materiali in relazione alla qualità e di sviluppare il prodotto osservando anche le tendenze internazionali della moda femminile e partecipando alle fiere professionali del settore.

Artigianalità e mercato, quindi, non vengono presentati come due mondi contrapposti. La manualità rimane al centro del prodotto, mentre lo sguardo è rivolto oltre il laboratorio.

È un equilibrio particolarmente interessante per il bijoux contemporaneo, categoria nella quale la capacità di costruire un’identità riconoscibile deve convivere con collezioni, distribuzione e interlocutori internazionali.

Da Psiri a Milano, Madrid e oltre

Ed è proprio osservando la geografia di Ex Novo che il racconto cambia scala.

Il sito del marchio presenta una rete di punti vendita suddivisa fra Grecia, Europa, Nord America, Asia e Australia, mentre il calendario fieristico comprende appuntamenti in Grecia, New York, Milano e Madrid. La presenza internazionale non è dunque soltanto un’ambizione dichiarata, ma parte della strategia commerciale del progetto.

Alcune partecipazioni trovano inoltre conferma in fonti istituzionali. Ex Novo Bijoux compare nell’elenco degli espositori greci di Milano Fashion&Jewels 2025 e tra quelli di Bisutex a Madrid; la presenza alla manifestazione spagnola è documentata anche nel 2026.

È un passaggio significativo. Per un marchio indipendente, portare una produzione artigianale fuori dal proprio mercato significa verificare se un linguaggio nato in un contesto estremamente preciso riesca a funzionare anche quando quel contesto scompare.

Il gioiello rimane solo con la propria forma.

Ed è lì che il design deve riuscire a parlare da sé.

ExNovo Bijoux Athens Greece, articolo su Beyond the Magazine

La Grecia contemporanea non ha bisogno di assomigliare al passato

Forse è questo l’aspetto più interessante di Ex Novo. Il marchio non deve rinnegare la propria origine per apparire internazionale, ma neppure trasformarla necessariamente in folklore.

Può produrre ad Atene, lavorare artigianalmente il metallo, chiamare una collezione Grecian e quella successiva Futuristic. Può guardare al Mediterraneo e contemporaneamente confrontarsi con Milano, Madrid, New York e con una distribuzione che supera i confini europei.

È una dinamica che riguarda una parte importante del design contemporaneo: l’identità geografica non è più una gabbia estetica, ma una delle coordinate attraverso cui costruire un linguaggio.

Ed è forse qui che il nome Ex Novo acquista il significato più interessante.

Ripartire dall’inizio non significa dimenticare da dove si viene. Significa prendere materia, competenze e immaginazione e chiedersi, ogni volta, quale forma possano assumere adesso.

Ad Atene, Ex Novo continua a farlo partendo dal metallo.

Photocredit: ExNovo