Moda, arte, design, luoghi. Il numero 40 attraversa linguaggi diversi del contemporaneo e celebra il decimo anno della testata.
È uscito il nuovo numero di BEYOND the Magazine. Il numero 40, per la precisione. E anche se normalmente non amiamo particolarmente le ricorrenze, questa volta una piccola eccezione possiamo concedercela: BEYOND entra nel suo decimo anno.
Dieci anni durante i quali sono cambiate molte cose. La moda, certamente. Il modo di viaggiare, di abitare, di comunicare. È cambiato persino il nostro rapporto con le immagini, che oggi produciamo e consumiamo con una velocità impensabile soltanto qualche anno fa.
È cambiato anche BEYOND. Quello che non è cambiato è probabilmente il motivo per cui continuiamo a farlo: la curiosità. Quella che ci porta a mettere nello stesso numero una grande maison e un artista emergente, una destinazione conosciutissima raccontata da una prospettiva meno ovvia, un progetto di interior e un nuovo modo di interpretare un gioiello.
Il filo conduttore del numero 40 è proprio questo. The pleasure of breaking the pattern. Il piacere di rompere lo schema.

La moda torna a divertirsi
Per qualche stagione ci siamo abituati a una certa compostezza. Linee pulite, lusso sussurrato, colori rassicuranti. Tutto molto elegante. Forse persino troppo.
Qualcosa, però, sta cambiando.
I gioielli tornano a farsi vedere, le proporzioni diventano più decise, gli accessori reclamano nuovamente un ruolo da protagonisti.
Lo abbiamo osservato anche a Milano Fashion&Jewels, di cui BEYOND è media partner: tre giorni nei quali jewellery, fashion accessories, ricerca, artigianalità e nuovi talenti hanno restituito l’immagine di un settore che sembra avere nuovamente voglia di sperimentare.

Nel numero raccontiamo questa evoluzione insieme ad alcuni dei nomi che stanno costruendo l’immaginario della stagione.
C’è Mona Tougaard per COS. C’è Gracie Abrams, nuovo volto di CHANEL per Coco Mademoiselle Crush Absolu. Ci sono gioielli, accessori, campagne e collezioni. Ma soprattutto c’è una moda che sembra finalmente aver ritrovato un po’ di ironia. E non ci dispiace affatto.
Poi c’è l’arte
Qui il discorso cambia. O forse no. Perché anche gli artisti che abbiamo scelto per questo numero, ciascuno con un linguaggio completamente diverso, sembrano interrogarsi sul nostro rapporto con le immagini.
Moka Lee prende quelle veloci e quasi dimenticabili dei social e concede loro il tempo lento della pittura. Fontanesi gioca con ciò che crediamo di riconoscere, costruendo realtà plausibili che, osservate meglio, iniziano a vacillare. Anu Jakobson trova materia pittorica nelle GIF, nei vecchi telefoni, nelle fotografie sfocate e nei residui della nostra cultura digitale. E poi Sheida Soleimani, che utilizza fotografia, collage e costruzione scenografica per portarci su un terreno decisamente meno rassicurante.
Quattro ricerche differenti.
Una domanda, forse, le accomuna: che valore può avere ancora un’immagine quando siamo circondati da immagini?
Abitare, senza cancellare ciò che è stato
Nel design ci siamo concessi un viaggio che parte da uno dei luoghi italiani che conosciamo meglio e che, nonostante questo, continua a sorprenderci: il Lago di Como.
Entriamo in una villa originariamente concepita da Gianfranco Ferré e successivamente reinterpretata da Pelizzari Studio. Ci piace perché racconta una questione che nel design diventa sempre più attuale: intervenire sul passato senza cancellarlo.
Nel numero attraversiamo poi progetti che ci portano da Barcelos a Pristina, fino all’outdoor di Gervasoni, dove il confine tra interno ed esterno diventa sempre meno netto.
Case, oggetti, materiali. Ma, alla fine, sempre persone e il loro modo di vivere gli spazi.

Praga. Istanbul. E qualche deviazione.
Naturalmente abbiamo viaggiato. A Praga abbiamo cercato una città diversa da quella delle cartoline. La cucina di La Degustation Bohême Bourgeoise e Mlýnec, l’ospitalità di THE MANES Boutique Hotel e The Julius ci hanno aiutato a trovarla.
Poi Istanbul. Una città che ha il curioso difetto di essere talmente bella da rischiare di essere raccontata sempre nello stesso modo. Noi abbiamo provato a spostarci un poco più in là.
Dal Bosforo alla cucina contemporanea di Topaz, dall’identità anatolica di Tere fino alla nuova ospitalità sul Golden Horn di Aliée İstanbul. Perché una destinazione interessante non è necessariamente quella che nessuno conosce.
A volte è semplicemente un luogo conosciuto guardato da un’altra prospettiva.
Dieci anni dopo
Sfogliando questo numero ci siamo accorti che racconta piuttosto bene ciò che BEYOND è diventato.
Non una rivista esclusivamente di moda.
Non una rivista d’arte.
Nemmeno soltanto design, travel o lifestyle.
BEYOND vive nel punto in cui questi mondi si incontrano. E forse è proprio lì che oggi accadono le cose più interessanti.
Il numero 40 viene pubblicato in Italia da Beyond the Rules ed è distribuito internazionalmente attraverso PressReader. È disponibile in digitale e in versione print on demand. A chi lo leggerà non vogliamo anticipare molto altro.
Possiamo soltanto suggerire di fare ciò che continuiamo a fare anche noi, dopo dieci anni.
Voltare pagina.
Qualche volta, dietro, c’è esattamente ciò che ci aspettavamo.
Le pagine migliori sono quasi sempre le altre.

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