Nel cuore più politico e silenzioso della capitale, tra Piazza del Parlamento e Palazzo Montecitorio, un palazzo neoclassico torna a vivere.
Per oltre un secolo è stato un luogo di potere finanziario: qui aveva sede la rappresentanza romana della Banca d’Italia. Oggi, dopo un lungo e meticoloso restauro, quel palazzo apre una nuova stagione come Corinthia Rome, il primo indirizzo italiano del gruppo Corinthia Hotels.
Il progetto non nasce come una semplice trasformazione alberghiera. Piuttosto come un atto di restituzione alla città.
Progettato da Pio e Marcello Piacentini e costruito tra il 1913 e il 1921, l’edificio è stato riportato alle sue proporzioni originarie, liberato dalle stratificazioni successive e restituito alla sua grammatica architettonica più autentica. Durante il restauro sono riemersi mosaici, cornici in stucco, soffitti dipinti e superfici marmoree che raccontano un’epoca in cui Roma immaginava se stessa come capitale moderna

.Dentro questo scenario monumentale prende forma un hotel intimo: 60 camere e suite, pensate come residenze private più che come stanze d’albergo.
Soffitti alti, luce naturale, finestre che incorniciano scorci urbani o il cortile interno. Gli arredi contemporanei dialogano con gli elementi storici ricostruiti, creando un equilibrio naturale tra eleganza e comfort.

Alcune suite raccontano l’edificio meglio di qualsiasi guida.
La Campo Marzio Suite, sviluppata su due livelli, riflette la dimensione domestica delle dimore romane.
La Chigi Suite si apre invece su una terrazza panoramica sui tetti della città.
Poi c’è l’Arte Suite, pensata come un piccolo spazio espositivo privato.
E infine la stanza più simbolica del palazzo.

Un tempo era la Sala del Consiglio, il luogo dove venivano prese decisioni economiche cruciali per il Paese. Oggi è diventata la Theodoli Heritage Suite, uno degli ambienti più sorprendenti dell’hotel. Gli affreschi originali degli anni Venti di Giulio Bargellini e il soffitto dipinto da Guglielmo Janni, una grande mappa allegorica della storia della moneta italiana, raccontano ancora una storia di prosperità, virtù civiche e ricchezza nazionale. Dormire qui significa letteralmente abitare dentro una narrazione pittorica.
Il dialogo tra passato e presente continua nella collezione d’arte dell’hotel, curata dalla società internazionale VISTO. Seguendo la tradizione romana del mecenatismo, sono state commissionate nuove opere ad artisti contemporanei, tra cui Elisa Grezzani, Francesca Longhini, Alice Faloretti e Maddalena Negrone.
Bozzetti preparatori e opere finite sono esposti negli spazi comuni, rendendo visibile il percorso creativo che porta dall’idea alla realizzazione.

La cucina segna un altro debutto importante: Carlo Cracco apre qui il suo primo indirizzo romano.
Il ristorante Viride, affacciato sul cortile interno, interpreta la cucina italiana contemporanea attraverso una lente stagionale e botanica, evocando i giardini nascosti della città.

La Piazzetta è invece il luogo più informale dell’hotel, dove la convivialità romana prende forma tra caffè, incontri e pause lente.
La sera si sposta all’Ocra Bar, dove luci calde e toni profondi creano un’atmosfera raccolta perfetta per l’aperitivo o il dopocena.

Nel livello più raccolto del palazzo, dove un tempo si trovava il caveau della banca, prende forma un’altra trasformazione.
Qui nasce la Corinthia Spa, ispirata agli antichi rituali termali romani. Un piccolo tempio sotterraneo fatto di acqua, pietra e luce soffusa, dove il tempo sembra rallentare naturalmente. I trattamenti, sviluppati con Seed to Skin e 111Skin London, uniscono botanica e scienza in rituali pensati per una rigenerazione profonda.
Intorno, Roma continua a pulsare.
Il Pantheon è a pochi minuti a piedi.
I Fori Imperiali emergono dietro l’angolo.
Piazza di Spagna si raggiunge attraversando Campo Marzio.Eppure, una volta oltrepassata la soglia del palazzo, la sensazione è diversa: il rumore della città si attenua e tutto assume un ritmo più lento.
Il Corinthia Rome non è soltanto un nuovo hotel.
È un edificio che torna a raccontare la propria storia, trasformando un luogo di potere economico in uno spazio di ospitalità, arte e tempo condiviso.
Photocredit: © Jonathan Maloney, What The Fox Studio
